ho fatto tabula rasa...


Ho fatto tabula rasa. Vivere l'essenziale per me è stato sempre vivere l'essenza di tutte le cose. La mia mente è in continuo allenamento ...seleziona, scarta, accetta, s'impregna di tutte le cose che entrano. Costruisce ponti dove c'è un bisogno di comprensione per poi abbattere impetuosamente muri, fortezze ...come onde che s'infrangono ripetutamente. Tutto questo per arrivare al mare calmo, la destinazione.
Il mare calmo è l'essenza della mia mente, la pace ...ma perché questo avvenga c'è bisogno di continui moti nelle profondità, per non morire. Il mare calmo cela immensi sacrifici, segreti, segnali. Maree alte che inglobano ogni cosa, dove l'orizzonte s'allarga ...susseguite da maree basse dove poi ogni cosa che prima era immersa resta lì, ferma a riva, lontana dal mare. Ci sono forze invisibili e onnipotenti a governare i moti delle profondità. Fenomeni ignoti oppure seppur conosciuti, ancora indomabili ...di cui ne siamo soltanto vittime, non artefici. Il male è la debolezza più forte che esiste. Non arrenderti al male, affrontalo. Cerca di vincerlo e se proprio non puoi, guardati intorno, guardati dentro. Non si è mai soli. Vivere in ogni forma, sperimentare varie misure del vivere ...fa si che tu possa conoscere meglio te stesso. Puoi vederti sotto vari aspetti, indossare moventi, alibi per migliorare le prestazioni. La vita è un continuo allenamento in questo e bisogna essere all'altezza, alla misura... altrimenti ci si indebolisce. Le prove non superate non ti consentono di andare avanti, richiedono maggiore consapevolezza. Allenare la consapevolezza migliora le intenzioni e chiarisce ogni finale. La mente davanti allo specchio della consapevolezza deve risplendere senza recita, senza falsità. Guardati negli occhi e prova a dire a te stesso quello che brucia, quello che ancora sta bruciando. Il male consuma l'entusiasmo, depreda gli orizzonti, avvelena l'anima 
...muoviti dentro!
Non appassire!
Alza la testa e guarda in faccia la realtà. Guardati intorno e guardati dentro.
Una mano tesa è richiesta di aiuto ma al contempo è ferma e non aiuta il corpo che s'abbatte.
Un albero con i rami spogli e secchi...
Ho fatto tabula rasa
...di sentimenti ed emozioni,
di contatti e rapporti
dentro di me.

Ho fatto tabula rasa tutto intorno. Ho fatto tabula rasa tutto il giorno ...e la notte cercavo di mantenere salda la mente e salva la vita. Luci abbaglianti contro l'oscurità più fitta per poi ancora velocissimi e ripetuti abbagli, una sensazione di freddo, di solitudine. Di volontà. Ho fatto tabula rasa tutto intorno perché tutto il mondo sembrava erbaccia che inondava ogni sensazione, ogni intenzione ...soffocando il mio respiro. Non potevo più respirare... Ho fatto tabula rasa tutto intorno per far entrare aria, spazio dentro di me ma ho avvertito lo stesso vuoto che prima era pieno di tutto quel caos dominante. Forse è uno stato di incoscienza ancora, riservo riconoscenza ma al momento sono senza alcuna solida fermezza. Subisco le alte maree mentre cerco di andare più lontano possibile ma poi sono immobile e senza moto quando basse maree monopolizzano l'orizzonte... e tutto intorno non c'è più nulla. Il male è la debolezza più forte che esiste ...e ci sono molti uomini potenti, pieni di questa debolezza.  Cerco di sopravviverli, di soprassederli ma il destino, il caos ha un programma che non entra nella mia comprensione... o meglio, pur che rientrasse nella mia comprensione, non ritrova il senso e il consenso della mia libertà, del mio respirare. Non posso respirare ancora, in fondo a questa alta marea, qui nelle profondità devo scovare l'ingranaggio dei moti, devo ravvivare l'essenza ...devo iniziare a rivivere, per non morire

...ma è davvero vivere il cercare di non morire?!





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