SOLO PAROLE & MANI NELLA TERRA



Il tempo per vivere dunque.
Il tempo visto come un bene prezioso,
come lo strumento che può renderci liberi.

Il tempo che serve per guadagnare economicamente
ma anche il tempo che serve per guadagnare la libertà:
due aspetti che necessitano di concrete ponderazioni,
specie nei periodi che stiamo vivendo.

Quanto tempo stiamo dietro a vincoli
per appagare le nostre esigenze nel comprare ciò che serve?

Il nostro consumo prende base sulla sobrietà oppure
molte volte diamo ampio spazio anche allo spreco?!
Più che mai oggi, malgrado i tempi di crisi...
apparteniamo alla grande società del consumismo.
Questo può sembrare un controsenso ma non lo è.
Analizzando bene lo schema infatti, ci si rende facilmente conto
che se oggi apparteniamo alla grande società del consumismo
è proprio perché noi siamo la società dedita più al consumo che alla libertà,
siamo noi questa società!

Sicuramente non siamo tutti artefici,
ci sono vari aspetti nell'appartenere a questa società.
Se ne può essere schiavi, dipendenti, complici, indifferenti o anche alternativi.
C’è da essere (e da voler essere) soltanto e per forza alternativi!

La condanna del consumismo
è una constatazione ormai chiara, limpida e dannosa
prima di tutto per noi ma anche per chi sarà il nostro futuro.
Non possiamo continuare ad andare avanti così
in quanto non stiamo andando avanti ma indietro,
stiamo andando verso la nostra stessa fine.

A maggior ragione dunque c’è da rivedere ogni aspetto del nostro vivere.

Dico sempre che ci sono due modi per vivere: vivendo o morendo.
Dare valore al nostro “tempo per vivere” è appunto il modo per vivere vivendo.
C’è da inventarsi un nuovo presente per avere un futuro migliore. 

Qui entrano in gioco molte alternative
ma tutte basate su un comune denominatore: il rispetto.
Abitiamo il pianeta Terra e dovremmo riservargli maggiore rispetto
(anche perché poi a subirne le conseguenze saremo/siamo solo e proprio noi).

C’è da mettere in atto una nuova cultura,
un nuovo modo di vivere con più rispetto.
Non si può pretendere il cambiamento dall'alto o da un giorno all'altro.
Si parla di prendere nuove abitudini… c’è da iniziare dal proprio, nel piccolo.

Alla sobrietà designata da José Mujica
che contrasta l’austerità che stiamo subendo,
ci sono da affiancare termini come etica, stabilità e sostenibilità. 

Questi concetti, messi insieme, hanno dato vita ad una nuova parola:
Permacultura.

Coniatore del termine è Bill Mollison che spiega
 “una cultura non può sopravvivere a lungo 
 senza una base agricola sostenibile ed un'etica dell'uso della terra”. 

Già solo con queste parole ci accorgiamo che stiamo vivendo invece
proprio nella totale mancanza di ciò
(e infatti continuando così non sopravvivremo a lungo).

C’è da concretizzare e valorizzare la sostenibilità e l’etica…
e possiamo farlo iniziando proprio dalla terra.
Dare vita al cambiamento partendo dal nostro dentro.

 “Le strategie "dal basso verso l'alto" più rilevanti partono dall'individuo e si sviluppano attraverso l'esempio e l'emulazione fino a generare cambiamenti di massa. La permacultura non ha come obiettivo principale quello di far pressione su governo e istituzioni per cambiare la politica, ma quello di permettere a individui, famiglie e comunità locali di accentuare la loro autosufficienza e autoregolazione. [...] Tale approccio si basa sulla consapevolezza che una parte della società è pronta, disponibile e in grado, sostanzialmente - questo è ancora più significativo - di cambiare il proprio comportamento, se crede che ciò sia possibile e rilevante. Questa minoranza socialmente ed ecologicamente motivata rappresenta la chiave di volta di un cambiamento su larga scala.” 
(David Holmgren, Permacultura, dallo sfruttamento all'integrazione.)

E’ per questo motivo dunque che sento di fare anche io la mia parte.
Certo… la mia manifestazione non riguarda il mio vivere reale
e la condivisione si affaccia e dà vita solo a questa parte virtuale
dove ci cibiamo di incontri, di rapporti…
ma il vero valore dobbiamo darlo alle persone.
La vera risorsa siamo noi, tutti noi insieme.

Nessuno può fare tutto ma tutti possiamo fare qualcosa, insieme.

Ho deciso quindi che per i proventi di SOLO PAROLE
per quanto riguarda la sessione 2014
(della serie “Anno Nuovo, Vita Nuova”):
Anno Nuovo, Progetto Nuovo!

Il progetto che vado a valorizzare fa parte proprio di un rapporto
che è nato grazie a questa mia condivisione virtuale.
Sono tante le persone che ho conosciuto da quel bellissimo 21 Marzo 2011
(giorno della mia prima manifestazione).
Alcune di queste hanno voluto dare maggiore senso alla mia condivisione,
altre mi hanno sostenuto sempre, altre ancora hanno mantenuto costante
la presenza sia nel mio mondo che nel loro.

Una Pagina Facebook in particolare,
nata nello stesso periodo della mia,
ha da sempre mostrato vicinanza e considerazione per il mio mondo,
sempre presente:

MANI NELLA TERRA.

Per chi mi segue, avrà già vissuto molte occasioni
in cui vi ho messo a conoscenza di questa realtà, infatti MANI NELLA TERRA

è da sempre tra le 5 Pagine Facebook messe in evidenza sulla mia Pagina;
fa parte delle Pagine Amiche che vi ho presentato nell'apposito album;
è stata anche una delle 5 Pagine Facebook che premiai con il LIEBSTER AWARD.

Molte volte ho condiviso le sue pubblicazioni e nell’interesse di questa realtà
ho deciso ancora una volta di valorizzare questo rapporto
appunto riservandole i proventi di SOLO PAROLE.

Per conoscere meglio l'intenzione di MANI NELLA TERRA,
vi invito a visitare il sito ufficiale


dove troverete moltissime occasioni di condivisione,
di conoscenza nuova, di concreta manifestazione.

Grazie Emanuela
(amministratrice della Pagina e del Sito)
per aver accettato l’invito a partecipare in questo “mio e nostro" progetto.

"...perché è nell'unione di tante piccole mani
che possiamo tutti diventare un grande aiuto
in un mondo dove
essere viventi
significa
essere luce
per se stessi e per gli altri..."

Siamo Luce, splendiamo di consapevolezza.

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