ALLERTE MOR( T )ALI - la mia testimonianza




"...in un mondo dominato
dal delirio onnipotente della tecnologia,
le catastrofi naturali ci parlano,
ci ricordano che siamo esseri insignificanti,
formiche che passeggiano sul dorso di un gigante..." 

(di Susanna Tamaro) 




Purtroppo... per capire certe cose bisogna soltanto viverle. 
Oggi i tg nazionali trasmettono le immagini di una Sardegna (ma più in generale di un'Italia)messa in ginocchio, famiglie disperate, persone disperse, morte. Tutto questo a causa delle insistenti e forti piogge che hanno messo K.O. l'intero sistema territoriale (compromesso a causa dell'ordinaria noncuranza da parte degli enti preposti ma soprattutto anche a causa dell'abbandono delle terre, del non rispetto delle vie d'acqua, della troppa superficialità e ignoranza che dominano imperterrite le competenze di ognuno di noi, dal semplice cittadino al più alto grado politico e morale del politicante di turno). 

Guardare quelle immagini, quella disperazione... già soltanto questo dovrebbe toccare le più profonde corde della sensibilità di ognuno di noi ma si sa.. fin quando l'asino non ci rimette la testa, nessuna sciagura è davvero così importante se accade lontano da noi e dai nostri interessi. 

Ritrovarsi con la tua casa piena di acqua sporca, di fango, con tutti i mobili da buttare, materassi... la tua stessa quotidianità che è stata stuprata... non c'è alcun risarcimento (economico e morale) che possa lenire quel dolore, quella disperazione anche perché mai come in questi casi ci si ritrova profondamente soli... divisi... amareggiati e nello stesso tempo impotenti davanti alla forza della Natura e all'incuria di chi dovrebbe (e doveva) tutelarci. 

Questa (BRUTTISSIMA) esperienza, molti anni fa l'ho vissuta sulla mia pelle. Parlo quindi perché so cosa significa. Ritrovare fango in casa, mobili da buttare e tutti i sacrifici vanificati in poche ore a causa di un alluvione... vedere la tua quotidianità infangata nel vero senso della parola, la tua vita di tutti i giorni... tutto spazzato via, perso irrimediabilmente... tutto da rifare, togliere lo sporco che c'è (anche se quello che rimane di sporco nella tua dignità nessuno potrà mai toglierlo)... 

perché, come dicevo... è proprio in questi casi che ti ritrovi ancora di più da solo, indifeso, giudicato e pregiudicato. Non c'è alcuna condizione che possa esser nominata peggiore, secondo me. 

Aspettare lo scorrere delle ore per vedere lentamente abbassarsi il livello delle acque che lasciano nella casa e dappertutto una coltre di fango... da pulire quanto prima altrimenti se si asciuga son guai... (anche igienicamente parlando). 

Ti vedi leso a "digerire" un danno gravissimo ma che non c'è nessuno a risarcire almeno un minimo, una garanzia... niente. 

In certi casi ci si vede anche giudicati colpevole... "per aver costruito in zone a rischio" quando invece la colpa più grande non è l'abusivismo visto come costruire dappertutto (non sempre) ma di più l'ordinaria incuria a cui sono lasciati i fiumi, gli argini... le strade... lo stato delle cose! 

Tutto questo ti cambia e ti cambia irrimediabilmente. 

Non puoi e non potrai mai più fare finta di niente dopo che hai attraversato questa sciagura. E' un malessere con il quale devi imparare forzatamente a conviverci... cambia la tua vita, il tuo fare... i tuoi pensieri, i tuoi movimenti. Diventi lento, viola dentro... 

Da quel giorno... ogni volta che le previsioni portano pioggia e si parla di una minima probabilità di forti e intense piogge... ogni volta che si emanano allerte meteo... ogni volta che senti tuonare e piovere (specie di notte) 

non puoi restare indifferente o tranquillo. 

L'hai subita quella condanna e sai che sei indifeso e indifendibile... e si ha paura, molta paura... sconforto, desolazione, resa. 

Pensare poi che nel caso in Sardegna sono anche morte delle persone, porta in questo ragionamento ancora più sconforto. Non oso immaginare lo stato delle persone che hanno perso un proprio caro... sono morti anche dei bambini. 

La televisione dice che non pioveva così da anni... che forse succede una volta ogni mille anni... che in poche ore è scesa la quantità di pioggia che cade in 6 mesi. 

La televisione non dice quanto fango ci si ritrova nel cuore e per quanto tempo rimane, praticamente per sempre. 

Ad oggi, posso dire sicuramente che ritrovarmi con il fango in casa, buttare tutto ciò che era mio, vedermi precludere una possibilità di vita... è stato uno dei "momenti" più brutti che ho dovuto affrontare ...più che "affrontare" è meglio dire "subire", perché in quei "momenti" non hai la forza di affrontare, di pensare al domani... non hai proprio forza, volontà, facoltà di pensiero. 

Quel giorno che vedevo solo fango intorno e dentro me, posso dire con certezza che nulla avrebbe potuto darmi sollievo se non la constatazione che poteva andare peggio... ma nello stesso momento, questa sterile constatazione nemmeno fingeva da consolazione... non c'era un minimo di consolazione ma solo cruda, reale e concreta disperazione... disperazione assoluta. 

Penso alle persone colpite in Sardegna... 
non ho parole, non ci sono parole, non posso esserci parole. 

A questi fatti devono seguire azioni... da ogni parte, di ogni partito. 
Azioni popolari che arrivino a trovare anche risposte politiche con concrete iniziative di prevenzione, di sicurezza ordinaria per evitare disastri straordinari. 
Alla fine di queste sciagure quelli che vengono subito a galla sono i danni... 
si sente parlare di milioni e milioni di Euro di danni. 

Investiamo sulla prevenzione, sull'educazione alla sicurezza e risparmieremo sia in soldi che in vite umane. 

Non si muore soltanto quando il nostro corpo cessa l'attività vitale, 
si muore anche continuando a vivere... e questa è la peggiore morte. Non si può morire così... 

Aggrappiamoci alla vita, sopravviviamo, sorpassiamo questo momento e doniamoci alla vita, alla vita vera... alla viva cooperazione, alla viva azione. 

Nessuna parola potrà mai salvarci, mai più soloparole... 

Kyriacos Ray


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