L'Amore ci rende vivi



Siamo morti che vivono
oppure persone che scoprendo l'Amore
si ritrovano vivi?


Dalla prima lettera di San Paolo ai Corinzi 
(detta anche "Inno all'Amore):

Se parlo le lingue degli uomini 
e anche quelle degli angeli,
ma non ho amore,
sono un metallo che rimbomba,
uno strumento che suona a vuoto.

Se ho il dono di essere profeta
e di conoscere tutti i misteri,
se possiedo tutta la scienza
e ho tanta fede da smuovere i monti,
ma non ho amore,
io non sono niente.

Se do ai poveri tutti i miei averi,
se offro il mio corpo alle fiamme,
ma non ho amore,
non mi serve a nulla.

L'amore è paziente, è benigno l'amore; 
non è invidioso l'amore, 
non si vanta, 
non si gonfia, 
non manca di rispetto, 
non cerca il suo interesse, 
non si adira, 
non tiene conto del male ricevuto, 
non gode dell'ingiustizia, 
ma si compiace della verità. 

Tutto copre, 
tutto crede, 
tutto spera, 
tutto sopporta. 
L'amore non avrà mai fine

Cesserà il dono delle lingue,
la profezia passerà,
finirà il dono della scienza.
La scienza è imperfetta,
la profezia è limitata,
ma quando verrà ciò che è perfetto
esse svaniranno.

Quando ero bambino parlavo da bambino,
come un bambino pensavo e ragionavo.
Da quando sono un uomo
ho smesso di agire così.

Ora la nostra visione è confusa,
come in un antico specchio;
ma un giorno saremo a faccia a faccia dinanzi a Dio.
Ora lo conosco solo in parte,
ma un giorno lo conoscerò pienamente
come lui conosce me.

Ora ci sono tre cose che non svaniranno:
fede, speranza, amore.

Ma più grande di tutte è l'amore!

Personalmente credo che mai altre parole potessero rappresentare in un modo così espansivo ciò che è l'Amore, ciò che dovrebbe essere l'Amore. E quale mondo imperfetto potrebbe mai definirsi limitato semmai adottasse anche solo queste parole, questo pensiero... tramutandolo in azione? 
La mia Cattolicità non si ferma nel contesto di appartenenza ad una singola religione, il mio Credo non è questo ma si concentra di più anche solo sullo stesso significato della parola "cattolicità" (che significa "universale"). Credo, come molte volte ho già detto, che al di sopra di ogni cosa ci sono le Grandi Verità (concetti unici e univoci, semplici... noti a tutte le popolazioni, assolutamente condivisibili e solamente condivisibili). Sappiamo poi del processo che un pò ha deteriorato e determinato la Religione dell'oggi ("oggi" inteso come l' era da quando l'uomo abita il mondo). Interpretando la rilettura della vita, molte civiltà hanno fatto nascere così la propria religione usando i propri termini, le proprie "conoscenze" e le proprie credenze. Oggi invece, credo sia un processo passato quello di rileggere ancora la vita. La vita va letta secondo il rispetto, secondo l'amore universale. Solo così ci sarà una sola strada per tutto il mondo (perché fin quando non cammineremo tutti sulla stessa strada, le sorti del mondo saranno sempre divise, particolari e a volte anche in contrasto). Nel mio cammino ho attraversato più religioni ma senza lasciarmi appartenere a nessuna se non prendendo, nella parte filosoficamente esatta, la visione generale nell'insieme delle professioni. Il mio Credo è senza etichetta e ha come fondamento principale l'Amore.

Ora, ho concentrato il mio dire verso ciò che è stato il messaggio del Papa per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace ...più che altro leggendone un'arretratezza direi anche imbarazzante ed è proprio per questo motivo che oggi è nato questo articolo (che segue quanto già detto in questo).
Ho voluto richiamare l'Amore secondo quanto scritto proprio nel testo fondamentale della religione cristiana. Come primo passo ho considerato proprio il cosiddetto Inno all'Amore (ma la Bibbia è piena di richiami alla vita, all'amore). Diversamente, credo che l'interpretazione di concetti antichi vestiti sul tempo di oggi, non può trovare giustificazione in quanto la logica dell'Amore supera anche il Tempo dell'uomo. Per questo l'uomo è chiamato a cercare sempre il proprio trovarsi, in ogni era, in ogni momento... in ogni suo movimento. Siamo chiamati ad essere vivi, ad essere testimonianza di vita e ciò che ci rende vivi più che mai è soltanto l'Amore, la luce che brilla (e che deve splendere) dentro di noi... altrimenti siamo soltanto dei morti viventi. E' questa la scelta che l'uomo deve operare ogni giorno... se di vivere vivendo o morendo.
Morire ogni giorno senza viverlo oppure vivere ogni giorno vivendolo.
Quest' esperienza, porta l'uomo ad una situazione in cui egli si trova capace di aprire gli occhi su ciò che sono le Grandi Verità e le mette in pratica in quanto, come un uccello che vola ubbidendo alle leggi del cielo, così l'uomo dovrebbe vivere ubbidendo alle leggi del "Cielo" (del cielo che ha dentro di sé, vivo e luminoso grazie a quel sole che splende che è la nostra anima). Diversamente, si muore... si muore ogni giorno creando menzogna, scorciatoie.
Si mente a se stessi, prima di tutto. Per questo, richiamando un altro verso della Bibbia, aggiungo che

"conoscerete la verità e la verità vi farà liberi". 

Più che altro, 
la verità più grande che dovremmo conoscere, 
scoprire, praticare tutti è l'Amore!
E' l'Amore che ci rende vivi, che ci rende la vita.

Oggi trovo che la Chiesa, nella persona del Papa, stia subendo un processo di degenerazione rispetto agli innumerevoli grandi e piccoli passi fatti in avanti proprio negli ultimi secoli. Una Chiesa che ammette un amore alla vita diverso, un rispetto alla vita che non è dettato dalla propria coscienza ma da una generale "autoritaria e singola mente"... appunto mente prima di tutto a se stessa. Una Chiesa che professa la povertà e si riempi di ricchezze materiali... che si veste di morte... che si eleva al di sopra dei problemi pratici e concreti degli stessi fedeli (o della stessa umanità)... è una Chiesa che non professa la Verità, che non professa l'Amore... è una Chiesa che non rende liberi, purtroppo. 
Anche se poi, proprio nel suo Vangelo invece sta scritta la Verità, la Novella... la Buona Novella.
Oggi, più che mai, l'uomo deve riscoprirsi vivo, libero.
Vivo appunto nel suo vivere la vita, in ogni momento.
Libero dalla paura, dalla regola, dalla morte.
Vivo nel rispetto, libero nell'amore.
Solo così, credo, si può ambire ad un mondo migliore.

Per questo, come immagine dell'articolo ho usato una triste allegoria. Il Vaticano che dovrebbe essere la fonte della Verità, la sorgente della Vita, la testimonianza più pura alla vita stessa... invece sembra quasi un campo di concentramento in cui trovano posto, nelle "condanne", chi si butta nella propria vita ad inventarsi il vivere seguendo i tempi in cui vive. La scritta "Arbeit macht frei" (che in tedesco significa: "Il lavoro rende liberi") era il beffardo messaggio di benvenuto posto all'ingresso di numerosi campi di concentramento nazisti durante la seconda guerra mondiale ed assunse nel tempo un forte significato simbolico, essendo in grado di riassumere in sé tutta la menzogna, la crudeltà e la barbarie dei campi di concentramento nazisti, nei quali i lavori forzati, la condizione di privazione inumana dei prigionieri e soprattutto il destino finale di morte, stridevano con grottesca ironia rispetto all'apparente candore etico del motto.
Allegoricamente, i messaggi della Chiesa nelle parole del Papa, trovano nei tempi di oggi, secondo quello che era il professare "antico" all'Amore... la stessa natura "beffarda" che riassume in sé tutta la menzogna, la crudeltà e le barbarie di cui si veste (d'oro e di morte) la Chiesa stessa. Non può esserci interpretazione o supposizione verso le Grandi Verità in quanto, come già detto, queste sono assolute, semplici e valide per tutti. Personalmente, vedo sempre di più, la Chiesa come un club... come un'associazione di uomini che, con la Buona Novella in mano, non sono più capaci di portarne il senso sul mondo intero. Come dire...

Io credo nel Dio che ha creato gli uomini
ma non nel Dio che gli uomini hanno creato
(Alphonse Karr)

Io credo all'Amore, alla Vita, alla Libertà.


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