17 Febbraio 1600



L' 8 febbraio 1600 è costretto ad ascoltare inginocchiato 
la sentenza di condanna a morte per rogo; 
si alza e ai giudici indirizza la storica frase: 
«Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam» 
(«Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell'ascoltarla»).
Dopo aver rifiutato i conforti religiosi e il crocefisso, il 17 febbraio
con la lingua in giova - serrata da una morsa perché non possa parlare - 
viene condotto in piazza Campo de' Fiori, denudato, legato a un palo e arso vivo. 
Le sue ceneri saranno gettate nel Tevere.
                                         (da Wikipedia)

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