EQUINOZIO D'AUTUNNO


NUOVA POESIA //
EQUINOZIO D'AUTUNNO


Senza che alcuna foglia
sentisse il minimo sentore,
una ad una, ognuna,
iniziaron a staccarsi dal ramo
e a cadere in una lenta spirale
che una leggera brezza
faceva posare più in là, una ad una,
tutte le foglie morte
vestite di verde ancora.

Estate, un dì, che passava di lì
con i suoi occhi onesti
rivolti verso le foglie
domandò ai grandi alberi maestri
“Queste foglie che da lassù si staccano
e vengono alla terra così...
perché? Perché muoiono?”

“Perché è giunto alla fine il tuo venire!
Presto anche tu trascorrerai
e la leggera brezza
che porterà via anche te,
come una freccia lanciata dall'arco,
sarà la sentenza
del tuo morir e del mio venire!”

“Chi... chi sei?!”
urlò impaurita Estate
rivolgendo lo sguardo
nella scura ombra dei tanti alberi
laddove la voce proveniva.

“Sono Inverno! Colui che ti succede!”
E mentre la freccia lanciata da Inverno
usciva dall’ombra diretta verso Estate
balzò tra i due un esile corpo che si fece attraversare
dalla freccia salvando così Estate.

“Chi... chi sei!?”
urlò di nuovo Estate
terrorizzata dall'accaduto
e nel vedere un pericolo avvicinarsi
e uno straniero salvarla.

“Va! Scappa via 
finché sei in tempo
che Inverno è violento! Scappa!”

Estate scappò
e nell'andare ancora si girò

“Dimmi... dimmi chi sei! Chi sei!?”

Questi sussurrò il suo nome.
Estate non riuscì a sentir nulla
e da allora
quando s’avvicinava quel giorno,
di ogni anno,
mai più lenta se ne andò
ma sempre correndo e fuggendo
con la paura di rivivere
quegl’istanti di paura.

Il giovane che la vita le aveva salvato...
Il giovane che trafitto da Inverno
vedeva Estate fuggire,
sulla terra aveva scritto:

“Autunno,
il mio nome è
...Autunno...”

E da allora
in ogni tempo il vento soffiò
tra gli alberi maestri 
a suggerir l'eco di ciò che avevano sentito. 

"Autunno,
il mio nome 
 ...Autunno"


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