La Felicità

Parlando in maniera saggia, si può affermare che non esiste una definizione giusta per la parola "Felicità" in quanto, in concreto, questa non è reale... 
si può quasi dire che non esiste. 
Infatti l' uomo è da sempre alla ricerca disperata della felicità ma non ne trova mai uno stato costante. Si paragoni, per esempio, la condizione della felicità come un atto quotidiano alla portata di tutti: la comodità. Quando ci mettiamo a letto o ci accomodiamo su un divano, si è alla ricerca costante della posizione più comoda. Ma anche quando si trova l' accomodamento migliore, a lungo andare si inizierà di nuovo a ricercare nuove posizioni con nuovi movimenti. 
Così è la felicità... si può anche trovare una combinazione di elementi favorevoli alle nostre esigenze ma a lungo andare, cambieranno sia le nostre necessità sia le prestazioni dei mezzi che erano in uso e sembravano ottimali. 
Allora si evidenziano due verità (già note in campo filosofico):
1) la felicità è una chimera
2) il dolore è reale
Di conseguenza l' uomo nel ricercare la felicità non deve dedicarsi a rimpiazzare piaceri su piaceri ma bensì deve divincolarsi dai dolori che nella vita di tutti i giorni comunque si presentano. 
Dunque qua trova collocazione una massima del filosofo Epicuro 
il quale ben 2300 anni fa già scriveva:

"Il limite ultimo della grandezza dei piaceri è riuscire ad eliminare il dolore. 
Ovunque sia il piacere e per il tempo in cui dura, 
non c'è dolore né sofferenza né le due cose insieme".

Resta solo il fatto di capire... 
quanto tempo dovrà passare ancora, prima che l' uomo capisca... 
o almeno che presti attenzione su aneddoti già noti nell' antichità!


                                                         ( pubblicato in Poìesis da Kyriacos Ray )

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